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Ecco a voi l'articolo vincente!
view post Posted on 17/1/2009, 18:13P_QUOTE
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 13/11/2009, 18:14


Salve a tutti!E' stato proclamato l'articolo vincente di questo mese,ed è quello di Aphael!Dunque,posto questo bell'articolo :)


"Non avrei mai creduto che una singola lettera, trovata inaspettatamente tra molte altre avesse il potere di cambiare il mio modo di vedere il mondo.
Era stata una domenica mattina come le altre. Robert mi aveva svegliato mettendomi sul letto quel ciccione del nostro gatto, MrSleepy, duecento chili di pelo e ciccia con la terribile abitudine di addormentarsi all’istante senza degnarsi di spostarsi. Posso assicurare che non è per nulla piacevole ritrovarselo sullo stomaco senza riuscire a muoversi.
Dopo aver lottato contro il colosso ronfante ed essere scivolata dalle scalette del letto a castello (perché mio fratello, che dormiva di sotto, ci aveva lasciato appoggiati un paio di pantaloni) sono riuscita ad arrivare in bagno con passo dolorante.
Feci per accendere l’acqua per riempire la vasca ma era già occupata dalla divisa da rugby sporca di terra di Samuel, che figuriamoci se gli aveva dato una lavata! Solo mamma riesce a convincerlo... dopo una bella lavata di testa.
Continuando a massaggiarmi la schiena scesi al piano di sotto, ancora in pigiama, facendo ciabattare le pantofole a forma di leone.
- Aphael alza i piedi! - Mi sgridò subito mamma prima ancora di vedermi. Poi appena misi piede in cucina mi venne incontro con una teglia da forno deliziosamente piena di biscotti fumanti. - Buon giorno Topolina, prendi un biscotto e poi vai a lavarti. Prenderai freddo con il pigiama.
Dato un grosso morso al biscotto alla panna a forma di stella le sorrisi annuendo. David, che stava aggiustando il vecchio tritacarne mi scompigliò i capelli, abitava nella casa a fianco da più di due anni ma era sempre da noi per un motivo o per un altro.
- Mamma! Mamma! - La chiamò Samuel scendendo le scale arrabbiato. - Sean mi ha preso il cd che ho comprato sabato! E ora non me lo vuole ridare!
Sean lo seguì a ruota dicendo che non lo aveva mai preso, con quella crescente confusione presi da camera un cambio di vestiti e me ne andai al bagno. Feci una doccia veloce sentendoli ancora litigare, come al solito i gemelli non facevano che piticchiarsi per ogni stupidaggine e da quando avevano finito la scuola superiore stavano degenerando: Sean aveva vinto la borsa di studio per Oxford e Samuel non voleva saperne di lasciarlo andare così lontano. Era solo triste ma, come al solito, non sapeva gestire le proprie emozioni.
Feci per attaccare il phon quando Robert entrò senza bussare.
- Criceto, sei sempre in bagno tu, che fai entri in letargo? - Mi pungolò passandomi davanti per lavarsi i denti.
- Hey! Vai nell’altro bagno. - lo spinsi dandogli una botta con un fianco. - Qua c’ero prima io.
Non capii quello che mi disse, con la bocca piena di dentifricio riuscì solo a produrre ancora più schiuma. Rimase li occupando tutto il lavandino guardandomi divertito attraverso lo specchio.
Con lui è sempre stato così, non vinco mai. Ha solo un anno più di me, mentre i gemelli ne hanno quattro in più e David è un uomo fatto (ed ora che Eveline, la sua fidanzata, aspetta un bambino anche mamma magari lo capirà).
Mi asciugai i capelli senza guardare, tanto non avrebbe fatto differenza, sarebbero rimasti dello stesso marrone smunto ne ricci ne lisci, completamente indomabili, e poi dietro all’orecchio destro erano visibilmente più corti... inevitabile se tuo fratello giocando te li taglia per davvero.
Se ne andò asciugandosi le mani umide sulla mia felpa e quando gli puntai addosso il phon scappò ridendo.
Tornai in cucina dopo aver messo nella cesta della biancheria il pigiama e trovai solo una gran confusione. Mamma continuava a guarnire i biscotti senza dare retta a Sean e Samuel che continuavano a dirle ognuno le accuse contro l’altro, Rob sfaceva la lavastoviglie facendo tintinnare le posate mentre David era ancora impegnato con il tritacarne che, a quanto pare, non riusciva a rimontare dopo aver arrotato le lame. Solo lui mi rivolse uno sguardo alzando gli occhi e spalle come a dire “che ci vuoi fare sono fatti così”. Senza dire nulla aiutai a mettere apposto i piatti sperando che mamma dicesse qualcosa per farli smettere, ma ora era occupata con i biscotti e, come al solito, li ignorava con tranquillità.
Generalmente zittiva quelle stupide baruffe solo quando le venivano a noia, dando ad ognuno un compito che li tenesse lontani il più possibile l’uno d’altro. Quando Rob mi tagliò i capelli e andai da lei piangendo, si limitò a mandarlo a tagliare il prato mentre a me toccò portare il lardo-gatto dal veterinario per un controllo. “Sono solo capelli, ricresceranno” era stato il verdetto finale.
- Mamma. - La chiamai mettendo in credenza l’ultimo bicchiere. - Posso prendere un altro biscotto?
- Ma certo Topolina mia, prendi anche un po’ di latte e fai colazione. - Mi rispose continuando a intingere le stelle in una ciotola di densa glassa di cioccolato bianco, senza dire nulla ai gemelli che continuarono ad alzare la voce.
David mi sorrise alzando gli occhi al cielo, non c’era nulla da fare con quei due.
Come evocato per far smettere quel casino, sentimmo la macchina di papà posteggiare davanti casa e mamma, affogando un altro un biscotto, si girò verso Sean: - Vai ad aprire a papà tesoro.
- Perché io?! - Le rispose a malomodo mentre tiravo fuori dal frigo il latte. - Non ci sono solo io qui.
- Perché lo dico io. - Lo zittì fissandolo con uno di quegli sguardi che significano solo guai... che solo Samuel non intende mai, infatti iniziò gongolandosi con il fratello come un bambino piccolo: - Visto mamma da ragione a me! Oh!
- Giusto Samuel. - Fece mamma prendendo un altro biscotto. - Tu vai su di sopra a pulire la divisa, se non lo fai subito puoi scordarti la macchina e ovviamente il cd, che l’hai lasciato in macchina ieri.
Non era stata brusca, e non aveva alzato la voce, non era da lei, si limitava a dire le cose come stavano, sempre.
I gemelli non provarono a rispondere e si allontanarono, uno su per le scale e l’altro alla porta ed io riempita una grossa tazza ci infilai un biscotto caldo.
- Buongiorno a tutti! - Ci salutò papà appoggiando la valigetta di pelle, di quelle panciute tipiche dei medici, sul pavimento della cucina, era il nostro regalo per il compleanno. - Già tutti in piedi? Samuel? - Chiese guardandosi attorno.
- A fare le faccende. - risposi io a bocca piena allungandogli un biscotto. - Ciao papy! - Lo prese e mi baciò la fronte come al solito e poi baciò mamma che gli macchiò di cioccolato il naso chiedendogli: - Tutto apposto al lavoro?
- Si, si. - Tagliò corto pulendo la punta del naso con un dito per assaggiare il cioccolato. - Buono. Che fai David? Ancora alle prese con quel macinino? Sarà l’ora di prenderne uno nuovo.
- Eh no! - sgranò gli occhi lui. - Sono appena riuscito a rimontarlo adesso va usato per altri dieci anni!
Rob ridacchiò e Sean lo imitò appoggiandosi allo stipite della porta.
- Prima che mi scordi. - Borbottò papà frugandosi nelle tasche. - C’era della posta in cassetta.
- Di domenica? - Fece mamma curiosa.
- E’ per te Aphy. - Mi disse porgendomela. Allontanai la tazza per non macchiarla, era sottile, di carta ingiallita, ben sigillata con cera lacca rossa dove c’era stampigliata una “H” attorniata da quattro animali: un grifone, un corvo, un serpente ed un tasso.
Per Aphael McRave, recitava, piano superiore del letto a castello, primo piano, Joice Street 124, Bray.
- Deve essere Sharona. - sorrisi aprendola. - Le piace fare queste cose un po’ strane. Deve averla imbucata lei, non c’è il timbro.
Robert mi venne dietro curioso e dopo aver dato una letta si mise a ridere: - Sharona è troppo divertente! E’ scritto addirittura con l’inchiostro verde.
- Però è brava, non ha lasciato sbavare la stilografica neppure con un goccia. - Gli feci notare.
- Che dice? - Chiese David mettendo apposto il tritacarne con aria decisamente soddisfatta.

SCUOLA di MAGIA e STREGONERIA di HOGWARTS

Cara Miss McRave,
siamo lieti di informarLa che lei ha diritto a frequentare la Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts. Qui accluso troverà l’elenco di tutti i libri di testo e delle attrezzature necessarie.
I corsi avranno inizio il 1 settembre. Restiamo in attesa della sua risposta via gufo entro e non oltre il 31 luglio p.v.
Con ossequi
Minerva McGrannit
Vicedirettrice
Mamma sbiancò e papà mi chiese di passargli la lettera.
- Come Lucas? - Domandò David avvicinandosi. Lucas è nostro cugino che, a quanto sapevo, viveva all’estero da un sacco di anni io continuai a fare tranquillamente colazione.
Poi Papà disse a mamma, circondandole le spalle con un braccio: - Allora è tutto vero quello che dice tua madre? - E lei annuì senza dire nulla pulendo le mani sul grembiule.
Sean scattò salendo le scale due a due: - Samuel! Samuel! Vieni giù! Aphy è davvero una strega, come diceva Lucas!
Io non riuscivo a capire cosa stesse succedendo. Erano tutti impazziti? Presi il secondo foglio era rimasto sul tavolo: una lunga lista di libri e materiali dai nomi assurdi venivano elencati come indispensabili per frequentare le lezioni di questa fantomatica scuola.
- Aphael vieni qua. - Mi chiamò mamma seria - Dobbiamo parlare di una cosa importante.
Mi alzai tremando (non so neppure perché), Robert mi prese per mano incoraggiandomi ad avvicinarsi, se lui era curioso io ero solo spaventata. I gemelli erano già alla porta: - Ma allora l’estate scorsa quando il camino si accese all’improvviso... - Iniziò Sean fissandomi.
- ... sei stata veramente tu. - concluse Samuel.
- Io lo sapevo già. - Tirò su con il naso mamma abbracciandomi. - Oh Topolina non andare!
Scoppiai a piangere senza capire nulla: - Io non voglio andare da nessuna parte! Ma che succede?
- Aphy non piangere. - Mi accarezzò papà. - Non è nulla di grave, ti ricordi dell’estate scorsa? Del camino di zia Carol?
Annuì, abbracciando la mamma. Come avrei potuto scordarlo? Stavo litigando con Robert, come al solito, ma quella volta non era per uno dei suoi soliti scherzi ma perché aveva preso in giro un’amica oltrepassando ogni limite. E siccome lui è una testa dura e non voleva saperne di chiedere scusa, mi sono davvero arrabbiata. Proprio mentre gli gridavo contro si era acceso all’improvviso il camino con un’altissima fiammata azzurrina. E’ durato un attimo ma ha spaventato tutti, soprattutto la nonna che ha preso a fissarmi qualsiasi cosa facessi. E’ sempre stata molto protettiva nei mie confronti, essere l’unica nipotina femmina ha i suoi vantaggi ma, più ci penso, più credo che da allora sia diventata davvero preoccupata per me, come se non volesse che crescessi. O almeno così mi disse Sean, e io ci credetti.
- E del vaso di vetro in salotto? Quello verde? - Mi domandò Rob che prendendomi la lettera di mano mi guardava strano. Stava parlando di quando Samuel aveva rovinato la mia ricerca di scienze, facendo cadere sul modellino di cartapesta il pallone da rugby. Ero talmente arrabbiata che avevo fatto cadere il vaso, mentre Sean continuava a dire che il vaso era invece scoppiato come se ci fosse stato dentro un petardo.
Una parte di me era come se sapesse che ero stata io mentre l’altra lo rifiutava, avevo qualcosa di sbagliato?
- Cos’è una presa in giro? Non è per nulla divertente! - Alzai la voce asciugandomi gli occhi con stizza.
- Non è uno scherzo. - Disse mamma stringendomi le spalle e chinandosi per guardarmi negli occhi. - Hai dei poteri magici... come la famiglia della nonna, e Lucas. Lui è andato, ma se tu non vuoi non devi per forza.
- Le storie della nonna sono vere? - Domandò Rob e quando papà annuì squittì: - Mitico! Aphael non capisci? Tu sei una maga! Puoi fare le magie come nelle favole della nonna. - E staccandomi dalla mamma iniziò a scuotermi. - Non potevi essere così stana per nulla.
David stava parlando al telefono con qualcuno, papà leggeva stupito la lista dei libri, i gemelli parlavano fitto tra loro delle varie cose che avevano raccontato Lucas e la nonna, e Robert mi lasciò per infilarsi nella conversazione. Riuscì a parlare solo dopo che mamma mi sorrise: - Come ti senti topolino? - I suoi occhi erano tristi ma la sua voce dolce.
- Strana. - sospirai tirando su con il naso. - Perché solo io?
- Questo non lo so, ma la nonna mi aveva detto che prima o poi sarebbe capitato che la magia sfiorasse qualcuno. Ed è toccato a te. Credi che ti piacerebbe conoscere questo mondo diverso dal nostro?
- Da sola? - Tremai ancora, non volevo separarmi da loro per nulla al mondo.
- Beh, questa sarà la tua avventura personale. - mi sorrise. - Ma noi saremo sempre con te.
- Allora verrai con me? - Chiesi ancora senza neppure prendere in considerazione l’idea di non averla vicino.
- Finché vorrai che io faccia parte della tua vita io ci sarò. Lo sai.
Prima che potessi rispondere il camino si riempì di fumo e apparve Lucas, come se fosse nulla.
- Zio Eduard, come vedo non hai pulito il camino come ti avevo consigliato a natale.
Papà aprì la bocca come un pesce lesso. Robert si nascose dietro alla porta spaventato mentre David e i gemelli gli andarono incontro per salutarlo.
- Che bello vederti Lucas. - Lo abbracciò David che aveva la sua stessa età ed erano cresciuti assieme, Samuel infilò la testa nel camino per guardarlo con curiosità. - dunque adesso non è più un segreto.
- Quindi ci racconterai tutto-tutto? - Sorrise Sean con occhi luccicanti.
Lucas sbiancò tappandogli la bocca: - Shhh! Ti avevo detto che era un segreto! - La mamma gli andò incontro per abbracciarlo e lui la salutò cordialmente raccontandogli della zia e del suo perenne mal di gambe, cosa che era ben nota a tutti poi mi venne incontro.
Cercando un supporto mi attaccai alla giacca di papà che continuava a fissare il nipote senza trovare le parole, sentendo la mia presa mi accarezzò gentilmente la testa.
- Ciao Aphael. - Mi salutò Lucas chinandosi un po’ per arrivare alla mia altezza. - Dunque aveva ragione nonna, tu non sei babbana.
- Ba-, cosa? - Chiese Robert anticipandomi.
- Un non mago. - Gli rispose Samuel con tono saccente. - Noi siamo tutti babbani Rob.
- Che c’è Aphael, hai paura? - Mi sorrise mio cugino vedendomi stringere più forte il braccio di papà. - Non c’è nulla di cui preoccuparsi, questa è la nostra natura, andare a Hogwarts è necessario.
- E se non volessi venire? - Risposi aggrottando le sopracciglia cercando uno sguardo d’incoraggiamento di mamma che invece ora era tranquilla e aspettava una mia risposta.
- Allora non imparerai mai a volare su una scopa, ed a pulire la stanza con un colpo di bacchetta... e a fare favolosi scherzi a Rob.
- Volare? - chiesi non potendo nascondere l’eccitazione.
- Proprio così volare.
Papà mi scompigliò i capelli liberandosi il braccio: - Beh, che ne pensi topolina?
- Lucas ... ma se non mi piace posso tornare subito a casa? - questa era la cosa più importante.
- Sono sicuro che ti piacerà ma se proprio non ti piacesse ne parleremo al preside, non preoccuparti.
- Rob che faccio? - Chiesi a mio fratello che mi era parso un po’ triste.
Prima di rispondere lo vidi lasciare un’occhiata alla mamma che pareva essere li li per scoppiare a piangere. - Che domande criceto! Devi andare!
- Posso mamma? - andandola ad abbracciare.
E lei mi strinse ridacchiando: - Ma certo topolina, così poi le faccende di casa le farai tutte tu.
Quello che successe dopo è molto confuso, so solo che piansi un sacco insieme a mamma, sia prima di andare a Diagon Ally con Lucas, sia quando tornai e perfino al binario del treno quando presi l’espresso per Hogwarts a quel binario nove e tre quarti.
Papà ha fatto il duro fino alla fine ma poi è scoppiato anche lui. I gemelli invece mi hanno fatto una lista di cose che gli avrei dovuto portare e che avrei dovuto imparare. David mi ha regalato un diario con il lucchetto con una bella foto di gruppo stampata sulla copertina ed ha lasciato che Eveline piangesse per lui, mi sono fatta promettere che mi chiameranno prima che nasca il bambino perché io voglio esserci.
Robert invece non ha fatto altro che punzecchiarmi ed aumentare la dose degli scherzi come per recuperare il tempo che non saremmo stati assieme, anche alla stazione abbracciandomi prima che salissi mi ha attaccato sulla schiena “scema”... tipico.
Io mio nipotino nascerà a giorni, non vedo l’ora che mi chiamino per condividere con loro questo momento e spero tanto che come me la sua vita si colori con un pizzico di magia."

Aphael McRave


Ecco a voi il blog del forum di Harry Potter più completo di tutta forumfree e community! Al suo interno potrete trovare news, discussioni a tema e non, un gdr talmente dettagliato da darti l'impressione di essere reale, e soprattutto tanta gente con cui condividere e apprezzare il mondo del maghetto che ha conquistato tutto il mondo!

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view post Posted on 17/1/2009, 20:31P_QUOTE

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Evviva la vincitrice!
Ma complimenti anche alle altre! :)
 
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view post Posted on 17/1/2009, 20:35P_QUOTE
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 11/11/2009, 19:00


O_O me non crede ai propri occhi!

Aphael McRave
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view post Posted on 18/1/2009, 11:28P_QUOTE
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Giovane Strega

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 21/3/2009, 18:07


Bello l'articolo! :D CongratulaZZioni!

-- Elean Allebar
 
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view post Posted on 19/1/2009, 18:06P_QUOTE
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